La diminuzione dell’udito può comportare la difficoltà di percepire determinati tipi di suono e soprattutto di capire la voce in alcune situazioni come luoghi affollati, bar, assemblee religiose, ritrovi tra familiari e amici, ascolto della TV, radio e telefono: “sento ma non capisco!”. Se l’udito non viene correttamente aiutato, può acuire forme di depressione e di invecchiamento precoce delle capacità cognitive, perché influisce negativamente sulle relazioni e può portare le persone a isolarsi e alla solitudine. Spesso si sottovalutano o si negano eventuali problemi d’udito perché più o meno inconsciamente vengono definiti come handicap e una cosa “da vecchi”: chi ha problemi d’udito spesso si trova a non essere compreso dai familiari stessi e da chi lo circonda, in quanto spesso potrebbe fraintendere domande o frasi o addirittura non dar segno di aver sentito, dando l’impressione di essere un po’ assente o addirittura maleducato; inoltre lo sforzo di stare sempre attento per cercare di capire, porta chi ha problemi d’udito ad arrivare molto più stanco a fine giornata e con disagi in ambito lavorativo.

L’acufene: il ronzio dell’orecchio
L’ acufene, il fastidioso ronzio che spesso accompagna il calo dell’udito, può essere causato da molteplici fattori: ipertensione, diabete, trauma acustico, trauma cranico, virus, abuso di alcol e fumo, farmaci e sostanze ototossiche, predisposizione genetica; sono tutti fattori che possono provocare dei disordini vascolari e danni alle cellule cigliate della coclea.